Non è la prima, e i materiali c'erano
La cronologia dell'associazione registrava questa come l'edizione numero uno, nata senza materiali e per passaparola. Il suo stesso comunicato stampa dice altro: la definisce «il terzo appuntamento del 2010», «come nelle precedenti di maggio e settembre». E di materiali ne restano parecchi — volantino fronte e retro, mappa dell'itinerario, una locandina di postazione, la planimetria, perfino le tovagliette a tema e le varianti di colore per la stampa. Delle due cene che la precedettero, invece, l'archivio non conserva nulla: sono loro l'anno zero, non questa.
Una sera scandita per ore
Aperitivo dalle 19.15, con due turni alle 19.15 e alle 20; piatto forte fra le 21.15 e le 22.30; dessert e prelibatezze dalle 22.30 in poi; e tre spazi sempre aperti. I filtri di questa pagina seguono quella scansione, che è della fonte — la stessa struttura che si ritroverà nel 2011 e, con altri nomi, nel 2012.
I posti contati
Il foglio annota per ogni spazio quante persone poteva ospitare, e distingue chi stava a sedere da chi in piedi: dodici posti allo Studio Reggiani, dieci al DEC, trenta al Rione Nero, e «finché ce n'è» nei punti vino. Sono le dimensioni di una cena fra vicini, prima che diventasse un evento da migliaia di persone.
Il percorso viene dal programma, non dal foglio
Fino all'agosto 2026 questa pagina ricostruiva l'itinerario dal foglio di lavoro, che ne conserva quattro stesure, e dichiarava che di questa edizione non esisteva un programma stampato. Non era esatto. Esiste: un A4 a una facciata, datato 7 novembre 2010 — quattro giorni prima della cena — con la mappa del quartiere, i ventun pallini numerati per fascia oraria, la quartina di Carducci e il tabellone completo di orario, spazio, piatto, vino, prezzo e posti. Porta la firma «grafica: studio di architettura Canepa». Un pieghevole vero e proprio non è — non è piegato, non ha crocini di taglio né abbondanza, ed è un file in RGB per lo schermo, non un esecutivo da tipografia — ma è il documento pubblico dell'edizione, e in questo archivio il programma pubblicato batte sempre il foglio interno. Il percorso qui sotto viene da lì.
Dove le fonti non dicono la stessa cosa
Il programma corregge il foglio di lavoro in dieci punti, e non tutti sono dettagli. Due piatti cambiano nome: il volantino e le bozze chiamano «Aperitivo del Becco» quello dello Studio Miino, che nel programma è l'«aperitivo sushi» di Bicio Bagnara con Sabakaita — e il foglio gli dava un prezzo diverso; e quello dello studio Canepa passa da «LAB-ento box» a «BACCA-LAB». Cambia anche il prezzo del coniglio dello studio ArchiGeo e quello del dolce all'Osteria della Sghisa. Qui vale il programma, che è l'ultimo degli stampati, ma la differenza è dichiarata invece che nascosta. Il programma colma però anche un vuoto: dà il prezzo della polenta del Buongustaio, che qui mancava, e il vino di Casa di Pier. Resta senza prezzo il solo vin brulè dello studio Carlini, e non per una lacuna dell'archivio: il programma stampa una barra al posto della cifra.